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FONDO GARANZIA E CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

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Con Provvedimento del 10.06.2020, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello per la richiesta del contributo a fondo perduto di cui vi avevamo parlato nella nostra precedente circolare, e con la circolare 15/E del 13 Giugno 2020 ha fornito ulteriori chiarimenti necessari per la valutazione degli aventi diritto. Da questo momento quindi siamo finalmente in grado di presentare per conto vostro la richiesta di contributo. Vi invitiamo per questo motivo, se interessati, a prendere contatto con i nostri uffici per la verifica della vostra posizione.

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Ricordiamo che la domanda potrà essere presentata dal 15 giugno al 13 agosto. I fondi previsti sono di 6,2 miliardi di euro ma il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ci ha tenuto a precisare che non si tratta di un click day ovvero non si tratta di una corsa a chi arriva prima. Analogamente a quanto successo con le domande del Bonus 600 €, non si esclude però l’intasamento del sistema e un rallentamento della procedura. Se preferite, potrete sempre procedere autonomamente, accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/contributo-a-fondo-perduto con le vostre credenziali Fiscoonline/Entratel o SPID e inserire autonomamente la domanda.

E’ doveroso però ricordare che c’è anche la possibilità di ottenere un prestito garantito al 100 % dal Fondo di Garanzia per un importo massimo di 30.000 € rimborsabile in 10 anni (la norma originaria prevedeva 25.000 € in 6 anni massimo). I 30.000 € sono un importo massimo in quanto il prestito erogato sarà pari al 25 % del fatturato 2019. Per questa tipologia di finanziamento, vi invitiamo, invece, a contattare innanzitutto la vostra banca per procurarvi il modello di richiesta e l’elenco dei documenti necessari per la sua presentazione.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Ricapitoliamo gli aspetti principali della normativa: Quali soggetti possono richiedere il contributo? Soggetti (persone fisiche e non) che:

  • Esercitano attività di impresa con ricavi “tipici” (art. 85, c. 1, lett. a-b, TUIR) fino a 5 milioni di euro nel 2019 (compresi gli enti non commerciali in relazione alle attività commerciali svolte)
  • Esercitano attività di lavoro autonomo con compensi (art. 54, c. 1, TUIR) fino a 5 milioni di euro nel 2019;
  • Sono titolari di reddito agrario (imprenditori agricoli) (art. 32. TUIR)

Quali soggetti sono esclusi?

  • soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo;
  • enti pubblici (art. 74, c. 2, TUIR);
  • intermediari finanziari (art. 162-bis, c. 1, lettera a, TUIR);
  • società di partecipazioni finanziarie e non finanziarie (art. 162-bis, c. 1, lettere b-c, TUIR);
  • liberi professionisti titolari di partita IVA attiva al 23.02.2020 e lavoratori co.co.co. iscritti alla Gestione separata INPS (indennità art. 27);
  • lavoratori dello spettacolo (indennità art. 38);
  • lavoratori dipendenti e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (casse professionisti).

N.B! Gli agricoltori possono richiedere il contributo a fondo perduto anche se hanno percepito il bonus 600 €.

Requisiti oggettivi:

  • ricavi inferiori ai 5 milioni
  • corrispettivi/fatturato di aprile 2020 inferiore ai 2/3 di quello di aprile 2019

Importo contributo:

  • pari ad una percentuale della differenza tra corrispettivi/fatturato di aprile 2020 e corrispettivi/fatturato di aprile 2019 ossia:
      • 20% in caso di ricavi annui non superiori a 400.000 €
      • 15% in caso di ricavi annui compresi tra 400.000 € e 1 milione di €
      • 10 % in caso di ricavi annui compresi tra 1 milione di € e 5 milioni di €
  • Importo minimo: 1000 € per le persone fisiche e 2000 € per gli altri soggetti

Quando presentare la domanda?

Dal 15 giugno al 13 agosto 2020

Come?

Personalmente con le proprie password Entratel/Fiscoonline oppure tramite un intermediario dotato di delega.

ATTENZIONE! In caso di RINUNCIA:

  • Se la rinuncia al contributo avviene prima dell’erogazione del contributo stesso, nessuna sanzione;
  • Se la rinuncia avviene successivamente all’erogazione del contributo, verranno applicati gli interessi e una sanzione dal 100 % al 200 % del contributo (beneficiando però delle riduzioni previste dal ravvedimento operoso)

CONTROLLI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE:

L’Agenzia delle Entrate provvederà ad un controllo dei dati dichiarati ed in caso di errori nella dichiarazione, potrà recuperare il contributo non spettante con l’irrogazione delle sanzioni di cui sopra (quindi le stesse previste in caso di rinuncia dopo l’erogazione) e accusare il contribuente di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato che prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

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